Le origini: un’intuizione profetica per andare oltre le montagne della Presila

La storia di Radio Jobel InBlu affonda le proprie radici nella straordinaria intuizione pastorale di don Mario Vizza, sacerdote che seppe leggere con largo anticipo i segni dei tempi, facendo della comunicazione uno strumento privilegiato di evangelizzazione. La sua esperienza rappresenta una delle più significative applicazioni delle indicazioni del Concilio Vaticano II, che aveva invitato la Chiesa a utilizzare con responsabilità e creatività i nuovi mezzi della comunicazione sociale per l’annuncio del Vangelo.

Il 1976 segnò una svolta decisiva nella storia della radiofonia italiana. La storica sentenza n. 202 della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976 pose fine al monopolio della Rai per le trasmissioni in ambito locale, aprendo la strada alla nascita delle cosiddette radio libere: emittenti locali, comunitarie e territoriali che avrebbero profondamente rinnovato il panorama della comunicazione italiana. In quel clima di fermento culturale e sociale, mentre in tutta Italia prendevano vita nuove esperienze radiofoniche, anche la Chiesa comprese le enormi potenzialità della radio come strumento di evangelizzazione e di presenza sul territorio.

Fu proprio in quegli anni, tra il 1976 e il 1977, che don Mario Vizza, ordinato sacerdote il 7 luglio 1967, fondò a Parenti la Radio Parrocchiale Alto Savuto, una delle prime esperienze di emittenza comunitaria ecclesiale della Calabria. Parroco della chiesa del Carmine di Parenti e della chiesa del Rosario di Saliano, oltre che insegnante di religione, don Vizza esercitò un ministero profondamente incarnato nella vita delle comunità. La radio divenne il fiore all’occhiello del suo zelo pastorale: uno strumento per annunciare il Vangelo, rafforzare il senso di appartenenza ecclesiale e raccontare la vita, la cultura e le tradizioni del territorio.

Quella che poteva apparire come una semplice iniziativa locale si rivelò ben presto un progetto profetico. Da un piccolo paese della Presila cosentina, la voce della comunità riuscì a superare le montagne del Savuto e della Sila, raggiungendo un pubblico sempre più vasto e portando nelle case non soltanto le celebrazioni religiose, ma anche informazione, cultura, tradizioni e vita quotidiana. Don Mario Vizza comprese prima di molti altri che la radio non era soltanto una tecnologia innovativa, ma un’autentica opportunità pastorale: uno spazio di prossimità capace di abbattere le distanze geografiche e umane, trasformando una periferia apparentemente marginale in un centro capace di dialogare con il mondo. Fu un autentico pioniere della comunicazione ecclesiale, anticipando modalità pastorali che sarebbero diventate patrimonio comune della Chiesa soltanto molti anni dopo. La sua passione per l’innovazione non conobbe soste. Amante dei viaggi e della fotografia, era facile incontrarlo con la macchina fotografica in mano, sempre attento a documentare la vita delle comunità. Continuò a formarsi e ad aggiornarsi fino all’epoca di Internet, convinto che ogni nuovo linguaggio potesse diventare un’occasione per rendere più efficace la missione evangelizzatrice della Chiesa. Grazie al suo instancabile impegno, la parrocchia di Parenti divenne un vivace laboratorio pastorale e culturale, punto di riferimento per il territorio e custode della memoria e delle tradizioni locali.

Alla sua morte, l’allora arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè, volle raccogliere e rilanciare l’eredità culturale e pastorale lasciata da don Mario Vizza, esprimendo il desiderio che la storica emittente parrocchiale diventasse la radio dell’intera Chiesa diocesana. Nacque così Radio Jobel, nome ispirato alla radice ebraica della parola Giubileo, simbolo di speranza, liberazione e annuncio. La nuova denominazione segnò il passaggio da una realtà parrocchiale a un progetto diocesano, mantenendo vive le radici della storica Radio Alto Savuto e proiettandole in una nuova stagione della comunicazione ecclesiale.

L’emittente entrò quindi a far parte del circuito InBlu, il network promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana dedicato alle radio comunitarie cattoliche, assumendo l’attuale denominazione di Radio Jobel InBlu. Affidata all’Ufficio diocesano per la Pastorale della Comunicazione, divenne parte integrante di un progetto comunicativo che coinvolge il settimanale diocesano Parola di Vita, il sito internet e i canali social della diocesi.

Dal 2016 al 2022 gli studi della radio hanno trovato sede a Mendicino, presso il Santuario diocesano Santa Maria, negli stessi locali che ospitavano anche la redazione di Parola di Vita. Sotto la direzione di don Enzo Gabrieli, insieme a un gruppo di giovani collaboratori e sacerdoti, Radio Jobel InBlu ha vissuto una significativa stagione di rilancio, costruendo un palinsesto capace di coniugare evangelizzazione, informazione, cultura e attenzione al territorio. «Come il giornale, la radio è un avamposto di missione», ha più volte ricordato don Gabrieli: uno strumento per far conoscere e amare Gesù, ascoltare il territorio, raccontare il bene e dare voce soprattutto agli ultimi, ai poveri e agli esclusi, attraverso una comunicazione capace di uscire dagli studi per incontrare le persone anche grazie a una regia mobile presente nelle piazze, nelle parrocchie e negli eventi della diocesi.

Dal 1 maggio 2022, gli studi e la redazione sono stati trasferiti nel Palazzo dell’ex Collegio Arcivescovile di Cosenza, accanto alla redazione di Parola di Vita. Una scelta che ha dato vita a un autentico polo della comunicazione diocesana, favorendo una sempre maggiore integrazione tra radio, giornale, web e social media in una prospettiva di comunicazione integrata e crossmediale.

Nel corso degli anni l’emittente ha continuato a crescere, mantenendo saldo il legame con l’intuizione originaria di don Mario Vizza: utilizzare ogni mezzo disponibile per annunciare il Vangelo e raccontare il volto più autentico delle comunità. Una missione riconosciuta anche a livello nazionale. Nel 2017, in occasione dei quarant’anni di attività, Radio Jobel InBlu ha ricevuto a Roma un importante riconoscimento da Aeranti-Corallo, quale attestazione del lungo servizio svolto nel panorama dell’emittenza radiofonica comunitaria italiana. Il 9 luglio 2026, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della storica Radio Parrocchiale Alto Savuto, oggi Radio Jobel InBlu, l’emittente ha ricevuto un ulteriore riconoscimento da Aeranti-Corallo, a conferma del valore di un’esperienza nata in una piccola comunità montana e divenuta oggi patrimonio dell’intera Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Cinquant’anni dopo quella prima trasmissione partita da Parenti, continua a risuonare la stessa intuizione di don Mario Vizza: fare della radio non semplicemente uno strumento tecnico, ma una presenza pastorale, una comunità in ascolto, una voce capace di attraversare montagne, confini e generazioni. Da Radio Parrocchiale Alto Savuto a Radio Jobel InBlu, la tecnologia è cambiata, ma è rimasta immutata la missione: annunciare il Vangelo, raccontare il bene e dare voce a chi spesso non trova spazio, facendo della comunicazione un autentico servizio alla Chiesa e al territorio.